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Tra Storia e Vangelo Tra tutti gli astri del cielo, soltanto uno è stato capace nei secoli di ornare ogni anno la capanna del presepe o la punta degli alberi di natale decorati a festa: "La Cometa di Natale". La tradizione vuole che i Magi siano guidati nel luogo dove nacque Gesù, proprio da una luminosa cometa, messaggero celeste del glorioso evento. Ma quanto c'è di vero in questa spettacolare rappresentazione? È vero che la cometa si è fermata dov'era il fanciullo, ma con chiarezza l'Evangelo afferma che la stella (non la cometa) si fermò nella casa dov'era il bambino: "Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra" (Matteo 2:9-11). L'interpretazione più comune, sostenuta anche da molti commentatori della Bibbia, è che si tratta di un fenomeno assolutamente soprannaturale, analogo ad una stella, visto dai Magi in cielo. Influenzati forse dall'antica profezia di Balaam (Numeri 24:17 - Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele;) o da altre predizioni, i sapienti astrologi, pensarono che il fenomeno annunziasse la nascita del re dei Giudei ed hanno così intrapreso il loro viaggio convinti che avrebbero incontrato il Sovrano atteso da tempo dagli ebrei, e a questo scopo si accompagnarono con dei doni divenuti poi famosi: oro, incenso e mirra. Secondo un'altra interpretazione invece, quello che accadde in quel tempo fu un fenomeno naturale grazie al quale i magi furono guidati in maniera provvidenziale. Per questo motivo allora, grazie ai progressi odierni della scienza ed alle moderne tecnologie a disposizione, è stato possibile, per mezzo di potentissimi computer, ricostruire con grande precisione la volta celeste di quella notte particolare, tentando così di dare un adeguato contributo per la migliore comprensione di questo "caso" davvero singolare. Come ho già accennato, l'evangelista Matteo è l'unico che fa riferimento a questo fenomeno celeste che avrebbe guidato, duemila anni fa, i Magi d'oriente verso Betlemme. In realtà, egli non parla di una cometa, ma fa espressamente riferimento ad una stella. Si cominciò a parlare di una cometa soltanto neI 1301, quando Giotto osservò personalmente una meravigliosa apparizione della cometa di Halley in uno dei suoi ciclici passaggi, e comprensibilmente, non resistette all'idea di disegnare il grande astro chiomato sulla scena della natività nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Sempre dal Vangelo di Matteo, ci proviene un'altra utile informazione: il fenomeno astronomico osservato dai Magi fu si importante, ma non al punto tale da essere percepito da chiunque, altrimenti Erode non avrebbe avuto la necessità di chiedere ulteriori informazioni ai suoi ospiti venuti da così lontano: "Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo". Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. Essi gli dissero: "In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"". Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro: "Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo" (Matteo 2:1-8). Diventa dunque necessario andare alla ricerca di tutti i possibili fenomeni astronomicamente rilevanti, avvenuti in corrispondenza della nascita di Gesù. Le cronache dello storico Giuseppe Flavio ci vengono in aiuto. Egli riferisce che Erode morì un giorno intermedio tra un'eclisse di Luna visibile a Gerico e la Pasqua ebraica successiva. Conti alla mano si scopre che quest'eclisse avvenne nella notte tra il 13 e il 14 marzo dell'anno 4 avanti Cristo. Da ciò si evince che, essendo stato visitato dai Magi quando Gesù era già nato, il Figlio di Dio deve essere nato come minimo quattro anni prima di quanto vuole la tradizione. D'altra parte questa data non può essere anticipata oltre il 7 a.C., perché questo è l'anno del censimento voluto da Augusto in conseguenza del quale - secondo l'evangelista Luca - Giuseppe e Maria, genitori di Gesù, furono costretti a tornare nella natia Betlemme: "In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l'impero. Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città. Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giudea, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e famiglia di Davide, per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta" (Luca 2:1-5). Quale fenomeno astronomico, dunque, può aver attirato l'attenzione dei Magi tra il 7 e il 4 a.C.? L'ipotesi di una cometa, legata unicamente alla tradizione, non si può prendere in considerazione poiché tra le migliaia di comete conosciute nessuna passò vicino alla Terra attorno al 4 a.C.. Sembrerebbe logico, a questo punto, escludere che la "stella di natale" sia stata una cometa, almeno che non si sia trattato di una grande cometa a lunghissimo periodo (cioè che sia sta visibile per lungo tempo, considerando il fatto che ha guidato sino a Betlemme i Magi provenienti dal lontano oriente) passata una volta e mai più ritornata.
Considerazioni Resta comunque fondamentale sapere che nessuna comune stella o cometa è stata mai valutata e trattata dalla Sacra Scrittura in maniera tale da suscitare talmente interesse e attenzione da divenire essa stessa fonte di guida e di luce per gli uomini in cerca di Dio e della Verità. Anzi, Dio vieta inderogabilmente, la creazione di immagini e sculture di ogni tipo e specie, affinché non ci si rivolga ad esse e gli si renda il culto: "Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il Signore vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna… e anche affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l'esercito celeste, tu non ti senta attratto a prostrarti davanti a quelle cose e a offrire loro un culto, perché quelle sono le cose che il Signore, il tuo Dio, ha lasciato per tutti i popoli che sono sotto tutti i cieli" (Deuteronomio 4:15-16,19). Nessuno e nessuna cosa potrà e dovrà mai sostituire o eguagliare l'impareggiabile "Astro Mattutino", glorioso nello splendore e nella forza: Gesù il Figlio di Dio. Nessuna stella quindi potrà mai indicarci correttamente la strada per raggiungere il Regno di Dio, in quanto solo una è la via:"Gesù disse: lo sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me." (Giovanni 14:6).
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