Tra Storia e Vangelo

Tradizionale figura di vecchio dalla barba bianca, noto anche come Santa Claus (nome che è frutto della corruzione del latino Sanctus Nicolaus), che la notte di Natale, dopo aver solcato il cielo su una slitta trainata da renne piena di regali, entra in ogni casa calandosi dal camino e deposita i giocattoli sotto l'albero di Natale o nelle calze di tutti i bambini buoni. Sebbene questa immagine familiare di Santa Claus si sia diffusa negli Stati Uniti nel XVII secolo e in Inghilterra solo verso la metà del XIX secolo, le sue radici affondano nell'antico folklore europeo e hanno influito notevolmente sulla celebrazione del Natale in tutto il mondo.
Molti altri personaggi natalizi del folklore europeo, quali Père Noèl in Francia, Julenisse in Scandinavia e Father Christmas in Inghilterra, sono legati a San Nicola. Ma fu la figura olandese, Sinter Klaas, portata dai coloni a Nieuwe Amsterdam (l'attuale New York), a ispirare la trasformazione americana del personaggio nella figura ereditata poi da gran parte del mondo occidentale.
Bisogna sapere che l'immagine paciosa, rubiconda e robusta di Babbo Natale così come lo identifichiamo oggi, è dovuta alla fantasia creativa di un astuto grafico pubblicitario americano: Haddon H. Sundbolm, che seppe trasformare intuitivamente tutto il bagaglio di riti e di credenze legati ai culto di San Nicola e alla stagione invernale di quegli emigranti, soprattutto olandesi, che partirono per l'America e che in seguito popolandola ne influenzarono la cultura e la tradizione.
Fu, infatti, quest'uomo, per conto della "Coca Cola Company", che nel 1931 realizzò la figura più commerciale, simpatica, curiosa e d'effetto, che il merchandising abbia mai avuto. Basti pensare che continua ad essere sfruttata oggi e funziona ancora.
San Nicola di Mira era un vescovo dell'Asia Minore vissuto a cavallo tra la fine del III ed il IV secolo. Le notizie intorno alla figura di questo santo sono molto scarse e improbabili, comunque si pensa che nacque da ricchi genitori cristiani intorno al 270 d.C. a Patara, in Licia (attuale Turchia), fu arcivescovo della chiesa metropolita di Mira, una città di questa regione, e che dopo la sua morte avvenuta presumibilmente tra il 345 e il 350 d.C. i suoi resti, dapprima sepolti nella medesima città, furono in seguito, all'inizio dell'XI secolo, da alcuni marinai e mercanti italiani, trafugati a Bari, dove sul suo sepolcro sorge oggi una basilica. La "traslazione" avvenne il 9 maggio 1087.
Nelle prime leggende di quell'epoca si narrano alcune sue imprese, fra cui i salvataggi di marinai travolti da tempeste, la protezione dei bambini e la generosa distribuzione di regali ai poveri. Anche se molte delle storie su san Nicola sono di dubbia autenticità, la sua leggenda si è diffusa in tutta Europa e il suo ruolo di tradizionale portatore di doni è andato via via acquistando peso. La figura cristiana di san Nicola ha affiancato, sostituito o incorporato personaggi pagani quali la Befana romana, Berchta e Knecht Ruprecht di origine germanica.
Secondo la versione tedesca e olandese della leggenda, Nicola cavalcava per i cieli consegnando regali in molte zone europee. Era talvolta accompagnato dall'elfo Schwarzer Peter meglio noto come il fatidico "uomo nero", che recava con sé un sacco pieno di doni e di fruste, che ha terrorizzato e continua a farlo, i bambini di mezzo mondo. Questi aveva il compito di frustare i bambini cattivi e naturalmente premiare quelli buoni.

Considerazioni
Il Babbo Natale di oggi deve alla tradizione antica il nome, il ritratto del vecchio generoso, barbuto e "atletico" (riesce ad arrampicarsi sui tetti nonostante l'età), e forse il vestito rosso, bordato di pelliccia bianca; mentre dalla cultura germanica derivano gli elementi prettamente nordici: gli stivali e il cappello a "pon pon" per affrontare il freddo polare, lo stuolo di elfi che lo aiutano nel suo lavoro e l'insostituibile slitta volante trainata da renne. Sicuramente più recenti l'invenzione della nona renna Rudolph (che col suo naso rosso guida il gruppo) e la localizzazione di Babbo Natale in Finlandia, dove è stato creato - in modo un po' artificioso a dire il vero - il suo villaggio.
Insomma, un personaggio di pura fantasia che piace a tutte le generazioni di bambini: milioni di loro ogni anno mandano la propria letterina a questo vecchio fattorino dei regali. Ma anche lui, nonostante la perenne senilità si sta adeguando alla New Economy e alle tecnologie. In rete sono numerosi i siti dedicati a Santa Claus e alcuni meritano una navigata, Il Babbo Natale deI 2000 è sempre più telematico e accetta richieste di doni anche via e-mail.
La festa di san Nicola veniva originariamente celebrata il 6 dicembre ma, dopo la Riforma, i protestanti tedeschi vollero attribuire a Gesù Bambino il ruolo di portatore di doni e fecero così slittare la festa al 25 dicembre. Quando la tradizionale figura di Santa Claus si diffuse, venne perciò associata al Natale stesso. Nel 1969, per la scarsa documentazione sulla vita del santo, il papa Paolo VI ordinò di eliminare la festa di San Nicola dal calendario romano cattolico ufficiale.
Non c'è niente di remotamente cristiano in questa figura dal naso e dalle guance rosse, il pancione da ghiottone (o mangione) e la pipa "poco educativa". Si tratta in definitiva solamente di una tradizione popolare che sfrutta elementi del costume pagano. La Parola di Dio però dice: "Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l'intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell'ignoranza che è in loro, a motivo dell'indurimento del loro cuore" (Efesini 4:17-1 8).

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