Tra Storia e Vangelo

Esso è una rappresentazione della natività di Gesù, che è allestita secondo le usanze in occasione del Natale e viene mantenuta sino all'Epifania. Attraverso la ricostruzione del momento celebrativo della nascita di Gesù, realizzata con personaggi, animali e costruzioni tipiche del tardo Medioevo, si tenta di rievocare l'emozione e l'atmosfera della natività.
In origine era soltanto una greppia. Poi, intorno al "fanciullino", la devozione popolare creò una grotta, animandola con le figure che tutti conosciamo. Con il termine latino di "praesepe o praesepium", ossia recinto chiuso - letteralmente: "Circondare con una siepe" - Girolamo d'Eusebia, traduceva abbastanza fedelmente il corrispondente aramaico di "mangiatoia" con cui gli Evangelisti avevano specificatamente indicato l'oggetto nel quale era stato deposto il Cristo appena nato.
Frutto di una lunga interpolazione tra la narrazione dei tre Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca) e quella dei "testi apocrifi", che ben presto inserirono la mangiatoia in una grotta e aggiunsero la presenza del bue e dell'asino, il presepe così come si è soliti rappresentarlo è il risultato di una lunga stratificazione storica. Il solo fatto di collocare la mangiatoia, unica e precisa indicazione fornita dai sinottici, in una grotta, rimanda all'antica tradizione dei culti pagani, che spesso si svolgevano in santuari sotterranei. Inoltre, al pari della mangiatoia nella grotta, convertita in seguito, in capanna nella tradizione occidentale, anche le figure dei personaggi chiamati in causa dalla narrazione evangelica della natività hanno subito qualche ritocco di natura interpretazionale, caricandosi di significati nuovi e privi di fondamento biblico. "I Magi" sono variabili nel numero: prima quattro e poi tre: "Gaspare, Melchiorre e Baldassarre". Il colore della loro pelle è vario: sono di diversa nazionalità. Poi attraverso il folklore e la cultura di tipo meridionale, nascono una colorita gamma di piccole figure legate alla vita quotidiana e nel tipo abruzzese le figure sacre sono accompagnate da quelle profane. Il presepe lombardo invece, inserisce quasi sempre la figura di un dormiglione e quello napoletano riproduce atteggiamenti che rispecchiano il costume di vita proprio della zona.
La tradizione fa risalire l'origine della prima rappresentazione ecclesiastica del presepe a Francesco d'Assisi, che la realizzò a Greccio (RI) nel 1223. Francesco interpretò quell'evento con i dati in sua conoscenza e secondo la cultura e la formazione sociale (chiaramente non giudea) del suo tempo. Egli volle incoraggiare la devozione al "bambino Gesù", la cui povertà e debolezza combaciavano perfettamente con la sua concezione della religione. Ogni presepe pertanto riceve ed offre un'immagine ed un'idea diversa l'una dall'altra, così come diverse sono le interpretazioni di chi lo allestisce.

Considerazioni
Esso raccoglie molte tradizioni extrabibliche: ad esempio i Magi che la tradizione francescana vede in tre re che portano doni al fanciullo, risponde al vero? Arrivati nella casa dov'era il bambino, lo trovarono realmente in una mangiatoia? Faceva molto freddo e stava nevicando? Maria avrebbe veramente esposto incautamente il piccolo appena nato al tepore dell'alito di un bue e di un asinello allo scopo di riscaldarlo? Non avrebbe forse cercato di riscaldarlo ella stessa stringendoselo al petto? La Bibbia dice diversamente rispetto a quanto trasmette la tradizione popolare, ed Essa non può mentire né essere smentita perché è la Parola e la Verità di Dio. Chi meglio di Lui conosce veramente come sono andate le cose? Consultala!
Perché allora drammatizzare con questo tipo di scenario? Forse allo scopo d'impietosire chi si accosta al presepe per volerne rievocare le caratteristiche d'umiltà e povertà legate alla famiglia di Gesù, o soltanto per accentuare le emozioni natalizie, che sono talvolta velate da una sorta di misticismo? Tutto ciò equivale a fuorviare il cuore e la mente dall'autentico valore della natività e, spesso, quando si recitano preghiere, si fanno promesse, s'innalzano cantici o si suonano le classiche musiche eseguite dagli zampognai (figure assolutamente sconosciute al tempo di Gesù) intorno alla "grotta" si compie un vero e proprio atto di idolatria.

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