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Tra Storia e Vangelo La cosa forse più sorprendente a proposito del Natale è che questa festa è contraria alla tradizione religiosa cristiana antica. La Storia attesta infatti che per circa quattro secoli i cristiani in epoca apostolica e post-apostolica non hanno mai festeggiato il natale di Gesù. Come mai quei cristiani, più vicini di noi al pensiero di Gesù, non festeggiarono il natale? Semplicemente perché il Vangelo non comanda di celebrare questa festa in onore di Gesù bambino. Il Vangelo ordina invece di ricordare la morte e la resurrezione del Signore ogni primo giorno della settimana (domenica, giorno del Signore: Atti 2,42 e 20,7). I credenti che prendono sul serio il Vangelo sanno che non bisogna aggiungere né togliere nulla alla Parola di Dio (Apocalisse 22,18). Pertanto né i cristiani antichi né quelli di oggi festeggiano il Natale, perché ciò non è ordinato dalla Parola di Dio ed è contrario alla tradizione della chiesa cristiana antica. La data della nascita di Gesù è poi molto incerta. Nei primi tre secoli alcuni scrittori come Clemente Alessandrino indicano la primavera, il 20 o 28 maggio, il 2 aprile Ippolito. Solo dal quarto secolo in poi si inizia a fare riferimento a date invernali. Il 6 gennaio, in oriente, sostituiva la festa pagana della nascita di Aion (eone, era). In occidente, invece, diviene popolare la data del 25 dicembre in sostituzione della festa pagana della nascita di Mitra, il “sole invitto”. Tale festività del sole era iniziata con l'imperatore Aureliano (274), era stata accresciuta da Costantino (devoto al dio Sole) e da Giuliano (362). Il 25 dicembre il mondo pagano festeggiava il Natale del dio Sole: da questa data le giornate iniziano a prolungarsi perché il sole torna verso il suo fulgore, che raggiungerà il massimo in estate. I vescovi del quarto secolo, incapaci di eliminare la festa pagana, pensarono di sostituirla. Ambrogio, Agostino, Leone Magno esortano a non adorare il sole in quella data, ma Colui che ha creato il sole. Si ebbe così una sorta di “cristianizzazione” di festività pagane precedenti. Per pura curiosità osserviamo che le date primaverili sono le più probabili per la nascita di Gesù, perché più in armonia con i dati biblici. Il Vangelo di Luca ricorda che i pastori erano nei campi a fare la guardia al loro gregge (Luca 2,8). In Palestina di solito i pastori stanno nei campi da marzo/aprile a novembre, e ciò escluderebbe la stagione invernale. Anche il censimento ordinato da Cesare Augusto suggerisce una stagione diversa dall'inverno, per favorire gli spostamenti della gente, di solito compiuti a piedi (Luca 2,1). I cristiani antichi si interessavano poco dei dati storici terreni di Gesù, perché guardavano a Lui come il Risorto, il Mediatore, il Signore dell'universo! Ecco le parole di uno studioso cattolico: "Nella vita di pietà della Chiesa dei primi quattro secoli il Cristo si trova in primo piano. Egli è Colui che vive e regna e siede alla destra del Padre; Egli è il Mediatore universale presso il Padre".
IL CONSUMISMO DEL NATALE Cambiamo argomento e passiamo a trattare della forma più moderna ed allettante di paganesimo del nostro secolo: il consumismo. La mentalità ormai diffusa, non soltanto in occidente, per la quale l'individuo è ritenuto solamente un consumatore di prodotti, condiziona la nostra vita dalla nascita alla morte, dal risveglio del mattino fino a quando andiamo a dormire. In questi giorni siamo letteralmente bombardati e continuamente sollecitati ad acquistare ogni sorta di cosa, a spendere per comprare cose superflue che, passate le feste, saranno buttate via o riposte in un cassetto e dimenticate, ad alimentarci più del necessario (come se non fossimo sufficientemente nutriti…per poi mostrare pietismo verso i meno fortunati che in quei giorni non hanno da mangiare) e poi piangere lacrime di coccodrillo dopo l'Epifania per i valori ematici stravolti da inutili e peccaminose gozzoviglie. Per quale ragione i tuoi figli dovrebbero avere un regalo in più (che magari renderanno irriconoscibile o metteranno da parte dopo poche ore) quando molti bambini (anche tra i tuoi parenti e vicini di casa) mancano del necessario? Per quale ragione dovresti mangiare fino a star male e bere fino a perdere la lucidità quando i due terzi della popolazione mondiale e milioni di bambini muoiono letteralmente di fame? Per quale ragione sprecare il tuo tempo e il tuo denaro in cose che, quando non sono chiaramente peccaminose e condannate da Dio, sono inutili, superflue e perfino dannose per la tua salute?
Ascolta cosa dice la Bibbia a riguardo: Luca 21:34: "Badate a voi stessi, perché i vostri cuori non siano intorpiditi da stravizio, da ubriachezza, dalle ansiose preoccupazioni di questa vita e che quel giorno non vi venga addosso all'improvviso come un laccio." Proverbi 19:17: "Chi ha pietà del povero presta al SIGNORE, che gli contraccambierà l'opera buona." I Timoteo 6:17-19: "Ai ricchi in questo mondo ordina di non essere d'animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo; di far del bene, d'arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare, cosí da mettersi da parte un tesoro ben fondato per l'avvenire, per ottenere la vera vita."
IL VALORE CRISTIANO DEL NATALE Prima di tutto il Natale dei cristiani non è il 25 dicembre. Il Signore, nella Sua Sapienza non ha voluto farci conoscere il giorno esatto della nascita del Salvatore e persino l'anno è incerto. A seguito a nuove ricerche e nuovi elementi storici, è stato scoperto l'errore di calcolo commesso dal monaco Dionigi il Piccolo, quando formulò il primo calendario con la cronologia cristiana, nel 525 e fissò la data di nascita di Cristo nell'anno 753 dopo la fondazione di Roma. Ma gli studiosi sono in accordo sul fatto che tale data andrebbe anticipata di alcuni anni e posta intorno al 749-48. In questo modo la nascita del Cristo si collocherebbe tra il 4 o il 5 a.C., 750 anni circa dopo la fondazione di Roma. Possiamo dedurre inoltre, e ritenere con certezza, che Gesù non nacque in inverno poiché i pastori che vennero avvertiti dagli angeli dell'evento prodigioso della nascita del Messia dormivano all'aperto: "Ora in quella stessa regione c'erano dei pastori che dimoravano all'aperto nei campi, e di notte facevano la guardia alloro gregge" (N.D. Luca 2:8). Non era certamente costume dei pastori Israeliti passare la notte all'addiaccio, durante l'inverno palestinese che è sufficientemente rigido per impedirlo. Č appurato che molti hanno scelto neI 25 dicembre una data convenzionale per ricordare la nascita del Salvatore. Questo non è da condannare, sebbene ci si renda conto che ciò non corrisponde alla verità. In ogni caso, il cristiano che riconosce nella Parola di Dio l'unica fonte di verità, giustizia e bene per la propria anima, si sente libero dall'osservanza di giorni stabiliti, stagioni ed altre ricorrenze rituali perché sa che l'esteriorità delle feste soppianta lo spirito che in origine le ha fatte nascere.
Ecco cosa afferma Gesù riguardo alle tradizioni:
Matteo 15:3: "Ma egli rispose loro: "E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Matteo 15:6: "Così avete annullato la parola di Dio a motivo della vostra tradizione. Marco 7:9: "Diceva loro ancora: "Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra!
Nella Bibbia, le uniche feste da celebrare, con delle ricorrenze ben precise, si trovano scritte soltanto ed unicamente nell'Antico Testamento. Tali festività, quali ad esempio: Il giorno del riposo (Shabbath o sabato); La Pasqua; La festa dei Pani Azzimi; La Pentecoste; Il Giorno delle Espiazioni; etc.., descritte nel libro del Levitico al cap. 23, hanno l'unico scopo di presentare figurativamente e profeticamente la persona e l'opera di Gesù Cristo, ed in Lui soltanto hanno adempimento. Pertanto una volta adempiuta l'opera ed il ministerio di Cristo esse non hanno più valore né soprattutto necessità di essere osservate. L'apostolo Paolo, scrivendo a tal proposito ai credenti della Galazia che si erano lasciati convincere sulla necessità di osservare certe festività religiose giudaiche, ricorda loro che quando erano nel paganesimo: "Per la vostra ignoranza di Dio, eravate sottomessi a divinità, che in realtà non lo sono; ora invece che avete conosciuto Dio, anzi da lui siete stati conosciuti, come potete rivolgervi di nuovo a quei deboli e miserabili elementi, ai quali di nuovo come un tempo volete servire? Voi, infatti, osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo (vers. C.E.I. Galati 4:8-11). Il racconto che il Vangelo di Luca ci fa dell'annuncio della nascita del Salvatore ai pastori di Betlemme, ci aiuta a scoprire qual è il vero spirito del Natale e come deve essere ricordato l'evento glorioso dell'incarnazione di Dio. Leggiamo Luca 2:8-20: In quella stessa regione c'erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore. L'angelo disse loro: "Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia"". E a un tratto vi fu con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch'egli gradisce!" Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: "Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto, e che il Signore ci ha fatto sapere". Andarono in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo. E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato loro annunziato". Č la buona Notizia (Evangelo) di una grande gioia (v.10) Cos'è che ti riempie di gioia in questi giorni? Il pensiero di ciò che farai o la considerazione di ciò che Dio ha già fatto per te? Sarà forse l'emozione di qualche momento trascorso tra gli amici, l'incontro atteso con una persona cara, o la consapevolezza di aver ricevuto un impareggiabile dono divino che dimora in te? Lo sai che: "Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). Quale effetto ti procura pensare che Dio è venuto nel mondo come un uomo per stare tra gli uomini e per salvare gli uomini dalla morte eterna mediante una morte vergognosa e atroce? Č un occasione per glorificare Dio (v.14). Il giorno di Natale, quale sarà la tua principale occupazione? Loderai il Signore e lo glorificherai per ciò che ha fatto per te e per l'immenso beneficio che è derivato dalla sua umiliazione? Oppure, dopo aver messo a tacere l'anima tua adempiendo il tuo dovere religioso più o meno sinceramente, ti assoderai a fare cose che non sono né utili, né onorevoli e, spesso addirittura offensive verso Dio stesso? Č un occasione per testimoniare e per crescere nella fede (v.17-20). I veri cristiani approfittano d'ogni occasione per parlare a tutti di ciò che il loro Signore ha fatto e della Grazia che hanno ricevuto. Come fecero i pastori, essi "divulgano quello che era stato loro detto di quel bambino; e come loro, tornano rinforzati ed edificati nella loro fede: "E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato loro annunziato". Se queste feste passeranno e ti lasceranno come ti hanno trovato, se anche questo Natale trascorrerà senza che il tuo cuore si sia avvicinato di più al Signore, senza che l'anima tua sia stata resa più conforme al perfetto esempio del Salvatore...allora avrai perso il tuo tempo, e il Signore stesso non gradirà per nulla la tua devozione superficiale e tradizionale. Anticamente, tramite il profeta lsaia, il Signore mostrò di non gradire l'adorazione ipocrita del Suo popolo e disse: "Smettete di portare offerte inutili; l'incenso io lo detesto; e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocare riunioni, io non posso sopportare l'iniquità unita all'assemblea solenne. L'anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste stabilite; mi sono un peso che sono stanco di portare. Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova! "Poi venite, e discutiamo", dice il Signore: "Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve; anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana" (lsaia 1:13-18) Cosa farai in questo Natale ora che anche tu conosci la verità? Che atteggiamento userai davanti agli altri: ipocrita o schietto e sincero? Che cosa intendi festeggiare? Adesso cosa ritieni sia più giusto: conformarti all'idea comune, o uniformarti alla volontà di Dio? Č meglio fare una cosa giusta per un motivo sbagliato, o una cosa sbagliata per un motivo giusto? Al di là delle frasi enigmatiche, se siamo persone che si lasciano guidare dalla riflessione e che quindi possono essere definite ragionevoli, dovremmo individuare la ragione giusta delle cose e agire di conseguenza. Fare quello che crediamo sia giusto per noi assottiglia la ragionevolezza e l'avvicina all'istinto, più consono alla natura animale: "La riflessione veglierà su di noi e ci farà evitare il male proteggendoci" (Proverbi 2:11). Un cristiano deve sempre scegliere e preferire tra tutto quello che vede, ascolta o gli viene proposto, immancabilmente ciò che è giusto agli occhi di Dio. La Bibbia dice: "Poiché l'orecchio giudica i discorsi, come il palato assapora le vivande" (Giobbe 34:3,4). Scegliamo quello ch'à giusto, riconosciamo fra noi quello ch'è buono. A Dio sia la Gloria!
(per gentile concessione dell'autore: Pastore Giovanni Villari).
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